Beta-hCG e gravidanza gemellare

I livelli di Beta-hCG nel sangue sono molto importanti e vanno valutati attentamente quando si è in stato di gravidanza; inizialmente ci si basa proprio su questo valore per determinare l’eventuale gestazione, ma anche in seguito si tratta di un indicatore molto utile per fornire informazioni sulla salute del feto.

È fondamentale, infatti, che i livelli di Beta-hCG seguano un andamento preciso, per questo ci si deve basare sul primo esame del sangue eseguito dalla futura mamma, che fornirà la linea di base per il medico curante.
Si calcola che il picco dei livelli di Beta-hCG venga raggiunto intorno alle 10-12 settimane dopo l’ultimo ciclo mestruale, per poi calare durante il resto della gravidanza.

Questo per quanto riguarda una gravidanza regolare, quando sono invece presenti variazioni, possono indicare diverse situazioni in atto: quando ad esempio i valori sono più bassi del previsto, può essere a causa di un aborto spontaneo o di una gravidanza extra-uterina, quando invece sono più bassi, può voler dire che ci si trova davanti ad una gravidanza molare o ad una gemellare (oltre ad un calcolo errato delle date di gravidanza).

Parlando della gravidanza gemellare, però, dobbiamo rilevare che, contrariamente a quanto si pensi diffusamente, l’aumento dei valori di Beta-hCG non è un elemento sufficiente per parlarne: infatti sono stati effettuati degli studi, pubblicati poi dalla rivista Fertility and Sterility, i quali hanno dimostrato come le donne gravide di gemelli avessero sì livelli base di “Beta” elevati, ma si trattava di livelli  raggiunti anche dalle donne che ne aspettavano solo uno.

Perciò, dunque, un conteggio elevato di Beta-hCG… [SEGUE]

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